Il potere delle donne contro la politica del testosterone, Lilli Gruber

Il potere delle donne contro la politica del testosterone, Lilli Gruber

Sull’onda di quanto è successo con Amadeus e la Novello e il festival… vuoi non leggere l’ultimo libro di Lilli Gruber? Imen Jane, economista, si è stupita di essere stata la prima a denunciare la frase del conduttore perchè quasi nessuno se n’era accorto prima. È possibile che le donne non riconoscano di essere discriminate quando lo sono? Sì, possibilissimo! Avete presente frasi come: “Hai il ciclo?” o “Sei in menopausa”? Vi suonano famigliari? Per non parlare di “culona” o “cesso”. Questo per esempio si chiama “body shaming” ed è la denigrazione dello spirito che passa attraverso quella del corpo. E i vari “Ciao bellissima” di capi o colleghi sul posto di lavoro? Proviamo a rispondere “Ciao bellissimo” per renderci conto che non è normale. L’estate 2019 è stato un bollettino di guerra di disastri naturali, ma su Greta Thunberg si è fatto ironia sul suo aspetto fisico e sulle sue trecce. Ha dovuto rispondere “It’s not about me”: “Non è di me che dovete parlare, concentratevi sul messaggio e non sul messaggero”. Siamo pervasi da un mix di volgarità e violenza. L’uomo più potente del mondo, Donald Trump, è stato definito “sex offender in chief”: aggressore sessuale, più volte recidivo, e le sue azioni sono coperte dal segreto di Stato. La Gruber ci ricorda che anche Salvini indicando una bambola gonfiabile ha detto: “C’è una sosia della Boldrini qui sul palco”. Really? Nel mondo occidentale siamo ancora pagate dal dieci al venti per cento in meno dell’altro sesso e le start up fondate dagli uomini ricevono oltre il doppio dei fondi rispetto a quelle fondate da donne. E in politica? Rappresentiamo la metà della popolazione, ma i parlamenti sono più maschili che femminili. Il punto, Good Mamas, è che la gente non è cattiva, è ignara. Perciò vale la pena che diffondiamo il messaggio per fare evangelizzazione. Poi resta il menefreghismo da gestire… ma un passo alla volta.