mamme 2.0

mamme 2.0

La maternità regala, a tutte, la certezza di non sapere e, spesso, l’insicurezza di non valere.

Prima ancora d’essere mamme, siete donne, ognuna con un rapporto diverso con la propria femminilità, con il proprio bagaglio esperenziale ed emotivo, un rapporto che,  talvolta, viene radicalmente capovolto dal diventare genitore, anzi, genitrice.

GENITRICE, dal latino GENITRìCEM, colei che genera, che dà alla luce. Quindi, quali parti di voi state rigenerando? Quali aspetti della vostra personalità state riportando alla luce?

Nel momento in cui nasce un bambino, si sa, nasce anche una madre ed insieme a lei mille  incertezze.

Purtroppo, diventando madre, ci si ritrova a fare  presto i conti con le aspettative sociali. Cosa si aspettano gli altri da me? Lancio quindi una provocazione: il vostro stile genitoriale  dipende solo da ciò che voi avete scelto per il vostro bambino, secondo convinzioni e credenze personali, o in parte, se non del tutto, da ciò che gli altri si aspettano che voi facciate? Per fare un esempio: l’ANSIA…..Quanto realmente siete ansiose come madri? Oggi come un tempo è proprio la società che esige madri costantemente preoccupate ed in ansia ma che allo stesso tempo le condanna per  non essere abbastanza rilassate  nel lasciare che i figli crescano e si sperimentino da sé. Pensate al pianto del neonato o  più in avanti all’inserimento  al nido: se la mamma non mostra agitazione o ansia a “go-go”, allora non è una madre premurosa.

Così la madre, comincia a convincersi che è cosa buona e giusta essere ansiosa…conviene..è una questione di adattamento!

Lo stile di parenting è quindi, molto spesso, condizionato da stereotipi sociali prevalenti: le mamme lavoratrici sono “distratte”, le mamme casalinghe “ presenti”, le mamme giovani “immature”, le mamme attempate “si stancano facilmente”. Tutto questo genera disorientamento.

Diventare madre, infatti, non coincide con il possesso di una specifica istruzione né si approfondisce con l’accumulo di nozioni e informazioni esatte. Proprio la mancanza di riferimenti assolutamente esatti ma relativamente giusti può determinare nell’essere mamma smarrimento e crisi di adattamento verso un contesto sociale e familiare che pretende, sin da subito, una madre felice e basta. Recenti studi affermano che il 50% delle madri non chiede e non accetta aiuto, probabilmente, perché anche questo confermerebbe il senso di inadeguatezza tanto temuto (non so fare la mamma). Ad aggiungersi a tutte le difficoltà, con l’arrivo del bebè, l’interesse della gente è tutto rivolto al piccolo..alla madre non resta spesso che accogliere, a pochi giorni dal parto, schiere di esperti pronti a distribuire “perle di saggezza e sapere” al pari dell’intera equipe della Società Italiana di Neonatologia!

Le vere difficoltà nell’essere una madre “sufficientemente buona” (Winnicott) non sono le notti in bianco, la scelta della giusta alimentazione, né il mix di ormoni che vi ha lasciate totalmente in subbuglio per diverse settimane dopo il parto. È molto più di questo. È la rottura con la propria identità, con quello che fino a quel momento vi aveva definite, distinte. È l’accettazione del “not me”: i vostri progetti, le vostre ambizioni, il vostro ristorante silenzioso ed intimo, la vostra doccia cromoterapica, il vostro libro sul comò, il vostro corpo e tutto ciò che definivate “MIO”. Ma niente panico, restate serene, respirate, ancora un po’..ancora un altro po’, guardatevi allo specchio e ci ritroverete sempre voi stesse, solo in una nuova edizione, un po’ più grandi e meravigliose.

Allora, mi sento di dire a tutte le mamme 2.0, siate semplicemente o sofisticatamente voi stesse.

Dott.ssa Carla Raciti

Eccomi!Mi chiamo Carla Raciti, ho 35 anni e sono una Pedagogista e Dott.ssa in Psicologia Clinica. Mi occupo di consulenza pedagogica (difficoltà e disturbi dell’apprendimento; difficoltà di attenzione e autoregolazione) e psicologica offrendo sostegno al singolo, alla coppia, alla genitorialità, a bambini ed adolescenti. Nasco come Educatrice Professionale. Mi laureo nel 2012 in Scienze pedagogiche e progettazione educativa presso l’Università degli Studi di Catania con il massimo dei voti. Successivamente, nel 2014 mi iscrivo alla Scuola di Specializzazione di Pedagogia Clinica conseguendo il titolo di Pedagogista Clinico presso l’ISFAR di Firenze, occupandomi soprattutto della relazione d’aiuto alla persona secondo un approccio olistico. Nel 2015 ho sentito l’esigenza di perfezionare ulteriormente le mie competenze laureandomi in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi “Kore” di Enna con il massimo dei voti. In un’ottica di formazione continua, mi tengo costantemente aggiornata frequentando corsi, leggendo testi e spulciando articoli delle mie riviste preferite. La famiglia, la coppia e la relazione genitori-figli restano i miei ambiti di intervento privilegiati. Sono lieta di far parte di questo nuovo ed interessante progetto “Good mamas” che, sono certa, soddisferà la curiosità delle lettrici attraverso consigli e riflessioni su come vivere al meglio la relazione con voi stesse e con il vostro bambino. Buona lettura!