Cuorone come Mogol

Cuorone come Mogol

Mio marito ha tanta, tantissima fantasia. Crea sul momento testi di canzoni per Fagotto che neanche Mogol con Battisti: Balla FagottoIl mio pianto liberoUn Cuorone per amico… Il risultato è che in casa mia ci sono canzoni per tutto: per mangiare, per dormire e per fare la cacca. Inoltre per giocare è tutto più complesso perchè ogni peluche ha un suo jingle. È un mistero come si ricordi tutte le cantilene, ma vi assicuro che ce la fa. Fin qui, tolta una punta d’invidia da parte mia per la sua fantasia, è sempre andato tutto bene. Invece avevo sottovalutato il problema perchè solo stasera, in cui io e Fagotto siamo a casa da soli, mi rendo conto della portata di ciò che Cuorone ha creato. Ora che il rumore di fondo è solo il si-bemolle in cui si narra suoni l’universo, le umani orecchiette di mio figlio odono il nulla cosmico e lui, abituato al canto, inizia a piangere. Provo a consolarlo con dei giocattoli, ma li ignora. Intono Someone like you di Adele, ma giustamente non gli risollevo il morale. Provo con Azzurro. Stesso risultato. Mi viene l’idea geniale di accendere YouTube, ma Fagotto è un bambino sveglio e non gliela si dà a bere… è come cibo in scatola per uno abituato a mangiare da Cracco: lui vuole cantautorato spinto e per me che arrivo giusto a nellavecchiafattoria è un problema. Mi alzo, ballo di fronte a lui che tira un attimo il fiato… ma poi riprende. È tutto inutile. Scoraggiata come mai nella vita, mi verso un bicchiere di rosso: “Fagotto, la vita è difficile e ti devi abituare”. Un sorso mi va di traverso e tossisco. Fagotto ride. Tossisco di nuovo. Ride ancora. Ritossisco. Si sbellica. E niente, stasera Bronchenolo